Conte ha le palle trapeziodali

Di Amedeo Giordano da Calcio GP del 23 Maggio

“C’è poco da parlare, stiamo godendo”. Queste le parole storiche di Antonio Conte il Capitano dopo lo scudetto del 5 Maggio. Un’immagine che racchiude tutto ciò che è Antonio: cuore, determinazione e “grandi attributi”. Quello che serve alla Juve. Quello che serve ad allenare la Juve. Conte è l’allenatore giusto. Una scommessa? No. In pochi anni ha fatto più lui che molti altri, guadagnando l’esperienza e le giuste credenziali per riaprire un ciclo di vittorie. Quello che distingue l’ex Capitano Bianconero dagli altri nomi papabili per la prossima panchina è soprattutto il carattere. Chiunque farebbe carte false per allenare la Vecchia Signora, e farebbe tutto pur di allinearsi a un “projectò”. Conte no. Lui non è il cosiddetto aziendalista a cui tutto ciò che viene detto e dato va bene. Conte ha a cuore la Juve e sa che Lei deve solo vincere. Quindi che ben venga il battere i pugni e farsi sentire per avere le garanzie tecniche necessarie a puntare in alto. Questo lo differenzia dagli altri. Prima dell’arrivo di Delneri, Conte si sedette già a un tavolo coi dirigenti Bianconeri. Chiese un paio di giocatori. Gli dissero di no. Conte si alzò e amici come prima. Si vede che ora anche Andrea Agnelli ha capito cosa davvero serve alla squadra: Campioni. Non si può pensare a una Juve senza. E per guidare i grandi giocatori serve una persona che conosca i valori della Juve, sappia cosa significa farne parte, e soprattutto la ami davvero. Antonio Conte ha vinto 5 campionati e tutte le coppe esistenti in 13 anni di Juve. Ma ha voglia di vincere ancora. Sente nel suo cuore che si deve fare qualcosa per la causa Bianconera. Come il 5 Maggio 2002, per Conte una vendetta dei fatti di Perugia, così il 2012 deve essere l’inizio di tante vendette che la Juve deve compiere nel modo che meglio conosce: vincere sul campo. Antonio Conte si è sempre distinto per essere un leader. Grinta e intelligenza non gli sono mai mancate. Da allenatore ha saputo dare in due anni consecutivi le promozioni in A di Bari e Siena. Lasciò i pugliesi proprio per divergenze con la società riguardanti il rafforzamento della squadra. Lo ha fatto col Bari. Figurarsi con la sua Juve. I tifosi lo amano. I giocatori lo rispetterebbero; e se così non fosse, Antonio, ci metterebbe davvero poco a mettere tutti in riga. Questo è ciò che serve. Il classico sergente di ferro che vuole distruggere ogni nemico guidato da una grande causa. Nel caso di Conte questa causa si chiama Juventus. Una Signora che ama. Una Signora che lo ama. Prendendo spunto da un coro dei Bianconeri, si può proprio pensare che la Juve con lui andrà lontano…Antonio Conte il Capitano.

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